Nizza perde il suo centro vaccinale al Foro Boario.

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Stiamo vivendo la quarta ondata, siamo nella fase di somministrazione della terza dose vaccinale eppure il centro vaccinale presso il Foro Boario chiude.

L’aumento dei casi in Italia e nel mondo dovuto alla variante Delta e il sequenziamento in Sud Africa della nuova variante Omicron ci pongono nel pieno della quarta ondata di coronavirus.

La situazione epidemiologica in Italia è però meno grave rispetto al 2020: la campagna vaccinale è stata un successo con più dell’80% della popolazione vaccinata. La copertura vaccinale ha aumentato la resistenza alla malattia riducendo di molto decessi e ricoveri in terapia intensiva. Nonostante la recrudescenza del contagio, l’Italia è uno dei territori europei dove la pandemia resta per il momento sotto controllo, come ha sottolineato il ministro della Salute tedesco Jens Spahn, che ha indicato proprio l’Italia come modello da seguire per la gestione del virus.

In questo contesto, in cui per disposizione Ministeriale bisogna velocizzare la somministrazione della terza dose e riaprire gli hub vaccinali chiusi, pare quantomeno strana la decisione di chiudere il Centro Vaccinale di Nizza Monferrato, che durante la campagna vaccinale ha somministrato ben 25 mila dosi di siero.

Alcuni dei volontari presso l’hub vaccinale del Foro Boario

La chiusura dell’hub di Nizza Monferrato provocherebbe molti disagi per la popolazione delle Valli Belbo e Bormida: dovremo recarci ad Asti o a Canelli per poter ricevere la terza dose con notevoli aumenti dei tempi di attesa e con intasamenti degli stessi hub.

Il Gruppo consiliare di Nizza Futura ha presentato ieri, lunedì 29 novembre 2021, una mozione urgente discussa nel Consiglio Comunale per chiedere al Sindaco:

  1. Intervenire presso l’ASL per mantenere aperto il sito vaccinale di piazza Garibaldi i come tutela necessaria per la salute dei cittadini di Nizza e dell’intera valle Belbo e Bormida.
  1. Diffondere informazione presso i medici di base della valle Belbo, che sul portale stesso non sono indicati siti vaccinali a Nizza Monferrato, onde non generare confusione fra chi è interessato ad usufruire del servizio.
  1. Evitare alla popolazione locale ulteriori inspiegabili disagi dovuti a spostamenti per raggiungere i siti di Asti e Canelli e per i tempi di attesa che sicuramente si allungheranno
  1. A verificare, con le dovute e responsabili attenzioni, l’eventuale impegno della struttura del foro boario per il pranzo tradizionale ricorrente nella sagra del bue grasso nel momento in cui stiamo assistendo, sia a livello locale che nazionale all’aumento progressivo e preoccupante della curva dei contagi da Covid-19 e varianti.

(la discussione si può trovare su YouTube):

Il Testo Completo della mozione:

Proposta di mozione urgente da discutere nel consiglio Comunale di Nizza Monferrato del 29/11/2021 sulla prossima chiusura del centro vaccinale di piazza Garibaldi foro boario presentata dai consiglieri di Nizza futura

Laura Grasso

Laura Pavese

Annalisa Garrone

Oddone Mauro

Spedalieri Massimiliano

Essendo al corrente che l’hub vaccinale per la somministrazione dei vaccini anti Covid del Foro boario di piazza Garibaldi cesserà la sua attività nei prossimi giorni :

Considerato che, sul sito informativo della Regione Piemonte per la prenotazione dei vaccini figurano come siti di prenotazione solo Asti e Canelli e nessuna sede a Nizza Monferrato

Considerato che, per effetto delle attuali condizioni i cittadini nicesi si vedono costretti a dover raggiungere quei siti predefiniti non avendone a disposizione nella propria città .

Considerato che il punto vaccinale del Foro Boario è al servizio di un intero territorio e non solo per la nostra città, servizio svolto con grande efficienza ed efficacia come sottolineato ampiamente nella consegna del premio del Campanon e riconosciuto dagli abitanti dell’intera valle Belbo.

Considerato che non si capisce perché uno strumento così efficace per la lotta contro il covid debba cessare la sua attività proprio nel momento in cui in Italia intera si sta evidenziando un aumento importante della curva dei contagi tale da aver fatto emanare disposizioni, da parte del Ministero della sanità, atte a velocizzare al massimo le somministrazioni delle terze dosi di vaccini congiuntamente con il completamento del primo ciclo vaccinale, anche con la riapertura degli hub vaccinali chiusi dopo la cessazione della seconda ondata.

Accertata dunque la necessità impellente e non rinviabile di soddisfare alla richiesta della somministrazione dei vaccini, che ha avuto un aumento molto significativo nei giorni scorsi con le notizie della crescita dei contagi, e che la chiusura del centro vaccinale di Nizza Monferrato comporterebbe sicuri aumenti dei tempi di attesa di Asti e di Canelli con intasamenti degli stessi hub.

Si ritiene urgente e improrogabile una discussione in Consiglio Comunale affinché Sindaco giunta si impegnino a:

  1. Intervenire presso l’ASL per mantenere aperto il sito vaccinale di piazza Garibaldi in un momento in cui diventa di fondamentale importanza procedere con la massima celerità alla somministrazione della terza dose o al completamento del ciclo vaccinale, come tutela necessaria per la salute dei cittadini di Nizza e dell’intera valle Belbo e Bormida che hanno avuto come riferimento la nostra città durante la prima fase di vaccinazione
  1. Diffondere informazione presso i medici di base della valle Belbo, che attualmente stanno consigliando ai propri pazienti di iscriversi sul portale della Regione presso i siti vaccinali del nostro Comune, che sul portale stesso non sono indicati siti vaccinali a Nizza Monferrato, onde non generare confusione fra chi è interessato ad usufruire del servizio.
  1. Evitare alla popolazione locale ulteriori inspiegabili disagi dovuti a spostamenti per raggiungere i siti di Asti e Canelli e per i tempi di attesa che sicuramente si allungheranno sia per le prenotazioni che per le attese presso i due centri vaccinali che dovendo accogliere tutta la popolazione della provincia, rischiano di intasarsi e di creare disservizi. Questa è cosa assolutamente incomprensibile visto esiste un sito a Nizza che ha già dimostrato di offrire un eccellente servizio al territorio rapido ed efficace, con tempi di attesa più che sostenibili. Si tenga presente inoltre che le direttive del Ministero della Sanità richiedono di velocizzare al massimo le vaccinazioni riaprendo il maggior numero di hub vaccinali, e in questa Provincia invece sta capitando esattamente il contrario.
  1. A verificare, con le dovute e responsabili attenzioni, l’eventale impegno della struttura del foro boario per il pranzo tradizionale ricorrente nella sagra del bue grasso nel momento in cui stiamo assistendo, sia a livello locale che nazionale all’aumento progressivo e preoccupante della curva dei contagi da covid 19 e varianti. Trattandosi di una manifestazione molto partecipata, vedrebbe la presenza di numerosissime persone che creerebbero calca ed importanti assembramenti all’interno di un ambiente chiuso che, anche se verranno fatti rispettare gli obblighi di legge in merito a protezioni individuali e controlli del green pass, rappresenterebbe comunque una possibile rischio per la diffusione del contagio. Inoltre avendo il foro boario disimpegnato per le manifestazioni, si potrebbe garantire già da subito ad ASL e Regione Piemonte la piena e immediata disponibilità della struttura affinchè possa continuare ad operare come hub vaccinale senza soluzione di continuità.

Certi che l’importanza e l’urgenza dell’argomento rendano accoglibile la nostra richiesta di discutere questa mozione nel Consiglio Comunale di oggi, porgiamo cordiali saluti.

Nizza Monferrato 29/11/2021

L’Italia non è un paese per donne

La violenza sulle donne è ancora vista come un problema inesistente e le evidenti disparità tra i generi continuano ad essere ignorate.

Venerdì 25 novembre sarà la Giornata Mondiale contro la violenza alle donne, ci saranno giuste dimostrazioni di appoggio e dichiarazioni, sui social di uomini con la strisciata di rossetto sul volto #stopviolenza #nonunadimeno.

Lunedì 22 novembre alla Camera dei Deputati si è discussa la mozione contro la violenza sulle donne. La presenta la Ministra per le Pari Opportunità Elena Bonetti e dichiara “Questo Parlamento è trasversalmente e profondamente impegnato nel promuovere azioni strategiche per ripudiare qualsiasi forma di violenza contro le donne” in quel momento dei 630 deputati eletti ne sono presenti 8!

La Ministra Elena Bonetti parla alla Camera il 22 novembre 2021

Non dubitiamo delle parole della ministra, ma riteniamo che un gesto simbolico come la presenza al momento della discussione generale (non si trattava ancora di votare la mozione) sarebbe stato un gesto importante e di civiltà.


Come lista di orientamento progressista riteniamo fondamentale portare avanti la lotta contro gli abusi e i femminicidi (108 da inizio anno, femminicidio: uccisione di una donna, quando il fatto di essere donna costituisce l’elemento scatenante dell’azione criminosa cfr. zanichelli https://dizionaripiu.zanichelli.it/cultura-e-attualita/le-parole-del-giorno/parola-del-giorno/femminicidio/)

Abbiamo chiesto un commento a Viviana Garbagnoli , psicoterapeuta, che ha dedicato la sua vita all’aiuto delle donne vittime di violenza gestendo anche due centri antiviolenza a Venezia e a Padova; partendo dalla situazione nazionale delinea un percorso locale per l’aiuto alle donne che subiscono abusi.
A Viviana abbiamo chiesto una reazione al vuoto parlamentare del 22 novembre

Viviana Garbagnoli, psicoterapeuta

La prima reazione a caldo quando ho appreso questa notizia è stato un profondo sgomento, delusione e amarezza e una dolorosa domanda: alla tragedia senza fine delle donne ammazzate, si risponde così ? Ma dove erano gli uomini e le donne democratiche , la violenza fa cosi paura da non poter nemmeno pensare di poter essere discussa in un aula Parlamentare ?
Ma nonostante questa amarezza dobbiamo andare avanti per le tante donne che hanno bisogno del nostro aiuto, soprattutto ora in un momento di crisi come la Pandemia. Durante il lockdown si è infatti registrato un drammatico aumento delle violenze domestiche. Ancora troppo spesso le donne che subiscono violenza non cercano aiuto, ma si chiudono in una prigione di dolore e abusi, una prigione mentale e fisica, come scrivo nel mio libro: “il loro ritiro dal corpo era il ritiro dal mondo”, a queste donne va tesa una mano e va data l’occasione di poter parlare e prendere coscienza della loro condizione. Nella mia lunga esperienza creare un luogo sicuro come un centro di ascolto è un passo fondamentale e in questo mondo di dolore silenzioso funziona incredibilmente il passaparola. Arrivano ragazze, giovani madri ma anche donne mature a provare a chiedere aiuto, suonano il mio campanello perché hanno saputo da altre donne che mi occupo di violenza domestica, a volte vengono una sola volta e poi non le vedo più. Altre volte accettano nell’anonimato di farsi aiutare.

E’ necessaria una presenza capillare sul territorio, bisognerebbe che tutti i comuni si dotassero di un centro di ascolto e che tutti i comuni fossero in rete anche con le istituzioni preposte, carabinieri, polizia, pronto soccorso cosi da potersi muovere rapidamente e con professionalità riuscendo a dare una risposta concreta a quelle donne che con coraggio chiedono di essere aiutate.
Un progetto nato da un gruppo di donne democratiche che si muoverà anche in questa direzione è appena nato a Nizza è l’Associazione Futura , un’associazione di donne per le donne , aperta a tutte.

La forza di una comunità si misura sulla capacità che ha di aiutare chi è in difficoltà, è fondamentale dare un segnale in questa direzione e l’iniziativa di Viviana certamente lo è, tutti noi di Nizza Futura appoggiamo questa iniziativa e la supporteremo in ogni modo possibile.

Emergenza acqua, dobbiamo rispondere in modo unitario

La questione della fornitura dell’acqua presso le case di via Fratelli Rosselli si tira avanti ormai da anni, ma recentemente ha avuto un’accelerazione improvvisa: il fornitore del servizio, a fronte del grande debito pregresso, ha razionato l’acqua a 50 litri con l’erogazione limitata a cinque ore al giorno e ha alzato al massimo consentito per legge il costo dell’acqua per metro cubo.

La soluzione presentata, sebbene rientri nella legalità, presenta un problema di giustizia sociale e di accesso a un bene primario come l’acqua, inoltre in un situazione di emergenza pandemica presenta anche un rischio per la salute pubblica.

Per questo il Gruppo consigliare Nizza Futura ha presentato una interpellanza all’Amministrazione Comunale, ripresa da ATnews, che riportiamo qui sotto:

“Il gruppo chiede la condivisione delle informazioni in possesso dell’Amministrazione comunale  inoltre intendiamo conoscere quali iniziative sono state adottate per fronteggiare tale disagio, valutato che il problema non è da considerarsi unicamente economico ma ha risvolti sociali e di igiene pubblica, resa ancora più grave dall’ancora presente emergenza pandemica”

La situazione presso i “casermoni” di via Fratelli Rosselli è grave e in questi giorni si sono registrate proteste da parte dei residenti che lamentano l’essere lasciati soli a gestire una situazione che si è ingarbugliata negli anni portandola al punto da non essere più gestibile solo con le proprie forze.

Per questo auspichiamo una collaborazione attiva con l’Amministrazione Comunale per risolvere la situazione. Nizza Futura aiuterà con proposte fattive e ascoltando i le voci di chi vive questo disagio, dobbiamo mantenere alta l’attenzione su questo problema per una questione di civiltà e giustizia sociale, la forza di una comunità si vede nel momento del bisogno e da come aiuta i membri più deboli del gruppo.

Presto seguiranno aggiornamenti.

Unità Nazionale(forse), la risposta della comunità nella crisi.

Dal benessere mentale ai “casermoni” di via Fratelli Rosselli.

Oggi, 4 novembre 2021, è la Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate in questo periodo di crisi sanitaria e di dissolvimento dei legami interpersonali una festa che celebra l’unione di una comunità ha una valenza differente: se di solito si ricorda chi è caduto nelle guerre del ‘900, oggi il pensiero va alla comunità di cittadini che ha subito un duro colpo in questa pandemia.

L’ansia e la solitudine:

Questo anno e mezzo di pandemia ci lascia con la consapevolezza che qualcosa nella nostra comunità è mancato, l’accesso ai servizi di salute di mentale è aumentato in modo esponenziale (più informazioni qui e qui) , molti di noi hanno subito problemi di ansia e affaticamento mentale, spesso soffrendo in silenzio per lo stigma che ancora ora incorre a chi si affida alle cure degli psicologi. L’assistenza sul territorio di Nizza Monferrato, della Valle Belbo e della Provincia di Asti ha fatto segnare numeri importanti e ha interessato particolarmente i più giovani (più informazione qui), il sistema ha retto ma spesso l’importanza del benessere mentale è sottovalutata. Nizza Monferrato dispone di strutture pubbliche e di professionisti preparati, ma manca una gestione della salute mentale da parte dell’Amministrazione Comunale, un centro di ascolto per i più giovani, un centro antiviolenza, manca un’analisi del problema del disagio, che non è solo quello economico.

Su questo problema Nizza Futura ha molte idee e proposte che condivideremo presto con la città e che cercheremo di mettere in pratica.

Disagio abitativo, la questione via Fratelli Rosselli

Dovevamo uscirne più forti e più uniti invece ci sentiamo sempre meno comunità e sempre più soli. I lockdown hanno colpito duro le fasce meno agiate e anche Nizza Monferrato ha un problema evidente di disagio: un bene essenziale come l’acqua è stato contingentato a 50 litri al giorno accessibili solo la mattina poi per tutte le famiglie non c’è accesso ad acqua corrente. La situazione è grave, decine di persone subiscono danni per le morosità, spesso annose, causate a volte da altri, altre volte dai problemi che la pandemia ha portato.

Nizza Futura manterrà alta l’attenzione su questo tema, perché è giusto difendere i membri più deboli della nostra comunità. Presto seguiranno aggiornamenti.

Difesa della salute pubblica, un presidio per la comunità

Purtroppo le politiche recenti hanno ridotto gli investimenti nel Sistema Sanitaro Nazionale portando a declassamenti di strutture, come l’Ospedale della Valle Belbo, a presidi sanitari territoriali riducendo l’accesso ai punti di primo soccorso sul territorio. Queste scelte, pensate come efficientamento economico, in realtà si sono rivelate deleterie per quanto riguarda il servizio erogato: il sistema è centralizzato sulle strutture ospedaliere riducendo e accentrando sulle strutture più grandi molti territori sono rimasti sprovvisti di copertura sanitaria facilmente raggiungibile mentre le grandi strutture, come l’Ospedale Cardinal Massaia di Asti, sono al collasso.

E’ fondamentale cominciare a parlare di un nuovo sistema sanitario un sistema sanitario territoriale che assicuri la continuità assistenziale basato anche sulla prevenzione e sulla telemedicina. Nizza Futura si impegna a parlare di questi temi in modo serio e continuo.