PRESIDIO OSPEDALIERO VALLE BELBO: LA NARRAZIONE CONTINUA

(potremmo oramai considerarla alla stregua di un telenovela)

Eccoci qui ad affrontare una nuova puntata sulla questione relativa al completamento del presidio ospedaliero della Valle Belbo che, se non fosse una cosa molto seria per i cittadini che risiedono nel nostro territorio, potremmo oramai considerarla alla stregua di un telenovela visto il susseguirsi di dichiarazioni che smentiscono le precedenti e che rinnovano completamente lo scenario dei lavori e delle destinazioni d’uso. Tanto parlare per nascondere nessuna certezza e nessuna concretezza al momento.

Per fare una piccola rinfrescata alla memoria diciamo che la giunta regionale in occasione della scorsa campagna elettorale della elezioni amministrative dichiarò pubblicamente, con perentorie interviste sulla stampa e importanti informazioni sui media, che il costruendo presidio ospedaliero della Valle Belbo sarebbe stato completato con l’innalzamento di un ulteriore piano dell’ edificio esistente per portare ad un totale di 80 posti letto disponibili, presentando questa iniziativa come una cosa di notevole importanza e utilità che avrebbe ulteriormente valorizzato l’intera operazione.

Parlarono anche del punto di primo intervento che sarebbe stato mantenuto al servizio del presidio, ma glissarono furbescamente sui tempi di apertura e chiusura di questo importante servizio pur essendo noto ai più che avrebbe reso un servizio fruibile per 8 ore al giorno anziché le 24 ritenute da tutti necessarie. L’assessore Gabusi in più interventi pubblici, ricordiamo quello in occasione dell’inaugurazione della nuova sede della Croce Verde di Nizza, parlò di fine progettazione e affidamenti lavori in primavera 2022 cioè ora.

Adesso, parafrasando Guareschi e Gino Bartali possiamo parlare di contrordine compagni oppure che è tutto sbagliato e tutto da rifare.

Nessuna sopraelevazione perché il terzo piano e i suoi importanti posti letto non servono, serve invece completare bene quello che c’è con attrezzature e arredamenti (meno male), si finiscono gli impianti tecnologici, anzi con le economie dovute alla non costruzione del piano in più si provvederà a realizzare un polo sanitario all’interno dell’attuale edificio che ospita l’ospedale Santo Spirito dove, addirittura, questo complesso potrebbe ospitare reparti di hospice destinati ai Boidi. Ottima l’idea del polo sanitario cosi come proposto, ricordiamo che i locali del santo Spirito necessitano di adeguamenti importanti per poter esercitare i servizi previsti.

Evidentemente qualcuno della giunta regionale, che so l’assessore Carosso, o Gabusi, o Icardi, debbono aver preso appunti seguendo la nostra campagna elettorale perché noi abbiamo sempre denunciato che l’aggiunta di un ulteriore piano sarebbe stato incomprensibile proprio perché comportava dei costi di demolizione del tetto e delle predisposizioni attuate per gli impianti tecnologici, per poi edificare cose non necessariamente utili. Parlammo di costi e non investimenti ritenendoli poco plausibili. Tutto questo mentre i nostri avversari, Sindaco in testa, propagandavano l’ormai certa e indifferibile edificazione della sopraelevazione come un risultato di eccellenza.

Ci domandiamo se questa sia la puntata finale o ci sia da spettarsi ancora degli ulteriori cambiamenti di rotta.

Stiamo parlando di una struttura oltremodo necessaria a tutto il sud astigiano ed è giunto il tempo di avere delle certezze su quali servizi offrirà al territorio, senza tentennamenti e cambi di rotta, la giunta regionale produca fatti e non più parole. E altrettanto chiaramente dicano se intendono dare ascolto alle esigenze espresse dai cittadini di avere un punto di primo intervento a tempo pieno o a mezzo servizio come è nelle intenzioni ma che non viene scritto da nessuna parte.

Questo dovrebbero pretendere i Sindaci dei nostri comuni, Nizza in testa, per tutela e garanzia dei cittadini che da tempo aspettano la conclusione di questa vicenda con la chiarezza dei fatti e non con discorsi di campagne elettorali.

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